*** TRUCEBOYS ORIGINAL WEB LOG ***

domenica, 03 febbraio 2008

SHIT HAPPENS

 

 

 

Confronti: da noi il Moige condanna MTV, in Olanda si protesta per Gola Profonda in tv

Le locandine di Gola Profonda e di Pane e Merda

L’Europa è un continente decisamente eterogeneo e lo dimostra anche il contenuto delle proteste che animano i pubblici tv. Se in Italia il Moige condanna MTV per la presenza sul suo sito del contestato video di “Pane e Merda“, altrettanto contestato pezzo del rapper romano Gel, in Olanda si è accesa la polemica per la decisione della Tv di Stato di trasmettere in seconda serata un cult del porno, Gola Profonda. Due mondi paralleli.


Ebbene sì, come riporta La Stampa, il 23 febbraio gli olandesi potranno vedere sulla Tv di Stato Gola Profonda, trasmesso in seconda serata all’interno di una edizione speciale del programma “Sex and Drugs”. Immediate le reazioni del mondo politico, capeggiato dall’Unione Cristiana che ha lanciato un “appello morale” al Paese e ha chiesto la sospensione del programma. Ma il Ministro dei Media, laburista, ha sottolineato che le reti televisive sono libere, possono organizzare il palinsesto come meglio credono e che pertanto il Governo non può intervenire. Il canale “incriminato”, la Bnn, da parte sua ha cercato di troncare sul nascere la polemica, definendola “esagerata e inutile“; inoltre, ha colto l’occasione per ricordare al mondo politico che sono “perfettamente consapevoli della responsabilità sociale nei confronti del pubblico”, ma che proprio per questo non faranno dietrofront.

In ballo c’è la messa in onda di un film che definre scandaloso è certo poco. Girato nel 1971, Gola Profonda è diventato in brevissimo tempo un cult del cinema porno: come ricorda Marco Zatterin, autore dell’articolo de La Stampa, “segnò ai suoi tempi una rivoluzione dei costumi nell’America post sessantottina e divenne un classico”. Un’ipotesi del genere in Italia è assolutamente inconcepibile, considerato che Arancia Meccanica è stata trasmessa in tv solo la scorsa estate , a 36 anni dall’uscita nei cinema, su La7 e dopo infinite polemiche.

La polemica che invece tiene banco negli ultimi giorni in Italia vede contrapposto il Moige e MTV, l’emittente all music colpevole di promuovere sul proprio sito il video di “Pane e Merda“, nuovo singolo del rapper romano Gel, video non certo da educande che si consuma tra squartamenti e schizzi di sangue. Nel comunicato diffuso sul proprio sito, il Moige si dichiara preoccupato perchè “migliaia di ragazzini vedranno questo video violentissimo e sanguinoso, uno scioccante cortometraggio in cui rozzi chirurghi fanno a pezzi una ragazza, fra schizzi di sangue e seghe elettriche, videoclip che MTV ha piazzato in bella vista sul suo sito. Una celebrazione della cieca violenza e non, come qualcuno vorrebbe far credere, uno “spunto di riflessione” per la nostra società. Non ci sono premesse sulla ‘finzione’ del videoclip che tengano”.
Il comunicato fa riferimento alla “premessa” che anticipa il videoclip, nella quale la Sony-BMG mette le mani avanti dichiarando di “non condividere il contenuto del video” ma che “non desidera limitare la libertà di espressione dei propri artisti e ne autorizza la visione online”. Segue un altro avviso, curato dai registi, che introducono la visione con una breve spiegazione: “Questo video visualizza in una forma estrema ‘l’incubo peggiore’ di cui si parla nel brano: il rancore, l’ambizione di arrivare sopra tutto e tutti trasfigurati in carnefici tanto parossistici quanto irreali. la sopraffazione fine a se stessa il male per il male, visualizzato in una fiction tanto estrema quanto irreale”.

In realtà per accedere al video c’è un doppio filtro, certamente di facile elusione, e diversi avvisi sui contenuti destinati ad un pubblico adulto. Prima del link che immette nella pagina del video è in evidenza il seguente avviso: “ATTENZIONE: il film “Pane e Merda” contiene immagini esplicite e destinate a un pubblico adulto e consenziente. MTV Italia ne ha autorizzato la visione online non intendendo limitare la libertà di espressione artistica”. Da qui, poi, si accede a un’altra pagina di “warning”. Certo, non può bloccare l’accesso ad un minorenne, ma nello stesso tempo non si può dire che “il video è in bella vista sul sito”, tanto più che basta andare su YouTube per trovarlo, senza tante precauzioni.

In ogni caso, il comunicato del Moige si chiude con la richiesta di cancellazione del video e la speranza che “chi ha un ascendente su di loro (i ragazzi) si assuma le proprie responsabilità nella ricerca di mezzi e contenuti adatti ad una crescita equilibrata”. Se volevano fare pubblicità al video e al cd ci sono pienamente riusciti.

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venerdì, 12 ottobre 2007

SOLD-OUT
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mercoledì, 26 settembre 2007

11 ottobre TRUCEKLAN live

circolo degli artisti

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domenica, 23 settembre 2007

TRUCEKLAN LEGGENDARI COME I TEMPLARI
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lunedì, 17 settembre 2007

ECCHELO

Oggi esce su MTV il nuovo video di Gel-1. LEI.

 

lo street video de il ritorno invece lo trovate passando di qua : www.gel1.it

Buona visione

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martedì, 10 luglio 2007

Tre città, tre modi di raccontarle. Diceva un tempo Chuck D dei Public Enemy che l’hip hop è la CNN del ghetto. Ma le cose sono cambiate e oggi Nas, una delle voci più autorevoli della scena, dice che “Hip Hop Is Dead, l’Hip Hop è morto”: «Tutto suona allo stesso modo/ il gioco si è commercializzato/ provate a ricordarvi quando non era tutto un business». Ma la perdita della purezza è legata anche agli atteggiamenti da gangster e ai temi sessisti, diventati ormai degli stereotipi che allontanano chi è stanco di sentire declinati questi temi.

E in Italia che cosa succede? Lo abbiamo chiesto a due esponenti dell’ala “dura” dell’hip hop, i Club Dogo da Milano e i Truceboys da Roma, e a una delle poche rappresentanti femminili della scena, Alea da Napoli. Le sorprese non mancano: ai lettori trarre le conclusioni. Scriveteci a feedback@xelle.it o nel nostro forum.

Milano. Roma. Napoli: città molto diverse tra loro. Quanto è importante la provenienza geografica per quello che fate e dite nei vostri testi?
CLUB DOGO: «Milano per la nostra musica è fondamentale: ne mostriamo l’altra faccia a chi vede solo la parte migliore. Dietro c’è un sacco di merda. Ci trovi di tutto: puoi stare in piazza coi disperati o al tavolo con i vip. Ha un lato street e un lato glamour. Il rapporto con la città è di amore-odio: se stai via ti manca, quando torni stai male perché la gente è fredda».
TRUCEBOYS (Gel): «Roma è cambiata, è cambiata la gente, è cambiato tutto. Non ho 40 anni, ma ho visto anch’io il disprezzo aumentare».
ALEA: «Napoli è l’apoteosi della contraddizione. C’è molto talento e molto ingegno, ma c’è molta divisione interna. È questo l’ostacolo che non ci fa occupare il posto che ci spetta: “Avimm’ ‘a sta’ a ‘guaglione’ e simme maste” (“Dobbiamo fare i garzoni e siamo maestri”), diceva il poeta Raffaele Viviani. Il talento non è ripagato e molti finiscono per andarsene.

Quando stai a Napoli vorresti stare altrove ma quando vai altrove ti manca terribilmente». È giusto parlare di ghetto nel rap italiano? La periferia è uguale in tutto il mondo?

CLUB DOGO: «Siamo il suono di Milano, non della periferia. Parliamo delle periferie perché esistono, non perché veniamo da lì, non ce ne fotte un cazzo di rappresentarle. Parliamo di cose che riguardano chiunque non pensi solo al calcio».
TRUCEBOYS (Gel): «Non siamo del ghetto, anzi siamo abbastanza borghesi di origine, ma non è detto che il rap lo faccia solo chi è venuto dal ghetto. Rap è immergersi in uno stato mentale per descriverlo in versi. (Noyz Narcos): Nel rap il ghetto è uno stato mentale».
ALEA: «Ho scritto un brano che s’intitola Ghetto non a caso. Il termine descrive in pieno il senso di chiusura e di emarginazione che si vive nel posto in cui sono cresciuta (Rione Madonnelle, Acerra, Napoli). Ghetto perché ti sta stretto, c’è il coprifuoco, non puoi andare in certi posti pure se sono sotto casa tua e devi rispettare regole non scritte. Ghetto perché ti devi scontrare con una mentalità gretta, ottusa e violenta. Ghetto perché è fuori da ogni controllo, anarchico, selvaggio, terra dei lupi. Ghetto perché diventi diffidente e stai sempre sulla difensiva: ti condiziona i pensieri, ti appanna la vista, non ti fa vedere possibili sbocchi e arrivi a pensare che sei destinato a rimanerci».

È ancora valida la definizione del rap di Chuck D dei Public Enemy come la CNN del ghetto? Il rap descrive davvero la realtà?
CLUB DOGO: «Erano altri tempi: nel 2007 la maggior parte del rap in America parla di vendere coca, di scopare e di avere la macchina coi cerchioni che girano. Noi possiamo dire che sicuramente è il TG della città. La nostra musica rappresenta al cento per cento la realtà italiana di un ragazzo che abita a Milano».
TRUCEBOYS (Noyz Narcos): «Il nostro rap descrive perfettamente la nostra realtà. Tanta gente inventa una realtà che non è sua per darsi credibilità o per creare un personaggio da vendere».
ALEA: «Il rap nasce in contesti di emarginazione e povertà e dà voce e libertà d’espressione a quelli che si vogliono tenere zitti. Questa è la rivoluzione hip hop: quella gente si prende lo spazio che le spetta, entra in ingranaggi dai quali era stata esclusa e dice cose che non vogliono sentire i ricchi e i potenti, senza censura».

Nel brano Hip Hop Is Dead Nas dice che il genere è morto perché tra violenza, machismo e “bling bling”, i soldi, è diventato una caricatura di se stesso. È vero?
CLUB DOGO: «Nas dovrebbe stare zitto perché i suoi dischi sono esattamente la merda che critica. Lui è un grande, è il capo, però Hip Hop Is Dead è un titolo di marketing che ha usato per riaffiorare. È morto quel tipo di hip hop che intendeva lui. La parte emotiva dell’hip hop vive sempre. Non ci sentiamo un movimento alle spalle. Potremmo definirci anche techno hop o rap and roll».
TRUCEBOYS (Gel): «È una polemica fine a se stessa. Anche Nas ha venduto milioni di copie dei suoi dischi, è il primo che c’ha mangiato. (Noyz): Se si ragiona come Nas, allora l’hip hop si può dire morto da almeno tre, quattro anni…»
ALEA: «Si dovrebbe distinguere questo hip hop da classifica e da Mtv dal vero hip hop che Nas chiama Street Hop. La gente nera si è fatta addomesticare dal meccanismo dello showbiz. L’immagine del “nigga” finto criminale che balla nel club sul culo di puttane nere - senza rispetto dunque per le sorelle nere - non può non piacere ai razzisti bianchi d’America: dall’opporre la propria identità ai razzisti bianchi si è passati ad accontentarli».

La visione della donna che emerge da alcuni testi rap non è offensiva e datata? Come giudichi la fissazione di molti rapper per porno e machismo? E le donne rapper in Italia?
CLUB DOGO: «Di ragazze che seguono l’hip hop nelle serate ce ne sono, ma che fanno rap no. Ne vorremmo una nella nostra crew. Le battute sulle ragazze però le fanno tutti gli uomini. Non è che se uno dice “porcate” poi non possa amare o stimare le donne. Quanto al porno... A noi piace il cinema di genere, i b-movie, gli horror, i gangster e anche il porno, ma quello “alternative”, con modelle non siliconate e i tattoo e dove non ci sono solo scene di sesso. Siamo amici di Silvio Bandinelli che fa porno che parlano della cronaca italiana, di politica, corruzione, calcio. Ora parteciperemo al suo film Mucchio selvaggio. Ma faremo “camei no sex”, così si dice in gergo. Cioè niente scene di sesso».
TRUCEBOYS (Gel): «Di donne rapper in Italia non ne conosco molte. Il porno traspare dai nostri testi, anche perché abbiamo un amico che è regista hard e così abbiamo respirato questo ambiente. (Noyz): Gli episodi di sessismo nel rap sono isolati, esistono anche in altri generi. Ad esempio nel reggae c’è in alcuni casi ostilità nei confronti dei gay. Noi non siamo sessisti. Abbiamo usato la pornografia come forma di comunicazione, come usiamo l’horror o immagini di violenza».
ALEA: «Non bisognerebbe distinguere tra rapper-uomo e rapper-donna, ma tra rap di qualità e rap spazzatura. Un rap di qualità deve partire innanzitutto da una spinta comunicativa, dalla necessità di trasmettere immagini, idee, pensieri. Il rap è arte e l’arte non conosce differenze di sesso».

Nel rap si parla spesso di lame, coltelli, pistole. Non è come scherzare con il fuoco? Credi di avere responsabilità?
CLUB DOGO: «Primo: si tratta di intrattenimento. È come vedere un film di Scorsese. The Departed è tutto un succo di pomodoro. Secondo: queste cose in Italia esistono, noi conosciamo gente armata che si accoltella. Non è finzione. Abbiamo scritto un brano che si intitola Spaghetti Western che critica la legge che ha fatto la Lega sulla legittima difesa, che ha messo le pistole in mano a chiunque come in un far west».
TRUCEBOYS (Gel): «Ogni volta che uno di noi scrive testi brutali, non se li immagina mai ascoltati dai ragazzini. Non scrivo per loro. (Noyz): Non gioco con le pistole né fingo di farlo. Ce stà poco da gioca’...».
ALEA: «Scrivo di queste cose proprio perché ho delle responsabilità. Sono cose che succedono sotto casa mia e scrivendone ne prendo coscienza. Non avrebbe senso far finta di niente: sono attratta dalle zone più scure, sporche e nascoste della realtà».

Ci sono poeti e scrittori che hanno influenzato il realismo dei tuoi testi?
CLUB DOGO (Joe): «Mi piacciono molto Edward Bunker e Truman Capote. Adesso sto leggendo Il dio degli acidi che è la storia di Albert Hoffmann e di come ha scoperto l’LSD». (Jack): «Sono più cinefilo, ma leggo molte cose di controcultura, la narrativa criminale e le biografie di gente con vite interessanti».
TRUCEBOYS (Noyz): «Io non leggo tanto, per me la cosa più importante è la scelta delle parole, perché ognuna racchiude una forza e un suono diverso».
ALEA: «Mi piace la poesia napoletana: è semplice, musicale e si ispira alla realtà. Eduardo Nicolardi, Ferdinando Russo, Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo: Napoli ha sfornato opere straordinarie. Soffro quando mi chiedono perché scrivo in napoletano invece che in italiano. Nella lingua napoletana ritrovo il mio modo di pensare e la mia immaginazione e privarmene significherebbe privarmi dell’identità. “Io so’ pazzo p’ ‘o dialetto nostro”, diceva De Filippo».

Chi rispetti dei tuoi colleghi italiani?
CLUB DOGO: «I Co’ Sang hanno un approccio simile al nostro: non è sfigato, non è da centro sociale e non è purista, è attuale. E i Truceboys, che sono divinità a Roma. Noi in confronto siamo lo zero assoluto. A loro non gliene fotte un cazzo, dicono robe che noi ci vergogneremmo a dire. Sono quasi punk, sembrano i Sex Pistols».
TRUCEBOYS: «Club Dogo, Colle der Fomento, Fabri Fibra».
ALEA: «Rispetto la prima generazione: Isola Posse, Sangue Misto e Carrie D.. Rispetto Neffa perché è il rapper più serio che ci sia mai stato in Italia e ha avuto coraggio; i Colle der Fomento per la tenacia; i Co’ Sang perché hanno portato un po’ di freschezza».

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venerdì, 29 giugno 2007

Metal Carter è il rapper più sottovalutato della storia. Quando non sputa rime suona la batteria per un gruppo metalcore e con un budget di 25 euro ha fatto uno dei video più guardati sui youtube.
Le parole sono di Enrico, Pietro e Luchetto.
La foto è di Royal Machine

 

1) Perchè Metal Carter?
Metal METAL perchè il metal è stata la mia prima passione musicale e CARTER perchè è un cognome talmente comune e “anonimo” negli USA, come Rossi quì in Italia, che mi ha subito colpito. Eppoi, in finale, il nome “Metal Carter” suona bene,è d’impatto.

2) Che lavoro fai nella vita?
Metal Adesso come adesso, purtroppo, sono disoccupato.

3) Hai fatto outing delle cose che dici con i tuoi genitori?
Metal Risponderei volentieri anche a questa domanda ma non sò cosa significa “outing” .

4) Heavy Metal o Rap?
Metal Tutti e due.

5) Rome Zoo o Truce Boys?
Metal Bhè, il Rome Zoo ha avuto il grande merito di portare il rap serio a Roma. Molto tempo fà, ricordo che durante un concerto al Brancaleone, in cui ascoltai un freestyle del Danno di circa 40 minuti e un live dei Losco Affare (Gufo ,ora Supremo 73 + Benetti DC , all’epoca Guzz One) che presentavano il loro demo “b-boy a tempo pieno” capìì che certo rap era serio e stimolante: così mi venne il desiderio di scrivere le mie prime strofe. Prima di quella serata “illuminante”il rap italiano mi faceva letteralmente ridere.
Per quanto riguarda i truceboys…….bhè i truceboys sono i truceboys.

6) Bloods o Crips?
Metal Ma non siamo italiani??? Comunque nessuno dei due.

7) A MAGGICA o A LAZIO?
Metal Guarda; ti dico la verità non sono un ‘ appassionato di calcio,non lo seguo…..Però se proprio devo scegliere direi A MAGGGGGGGGGGICA!

8) Di che quartiere sei?
Metal Primavalle

9) Hai mai svoltato in un locale dicendo che sei Metal Carter?
Metal Si ho svoltato a destra per andare in bagno e mentre camminavo mi chiedevo: ma io sono Metal Carter??

10) E’ vero che Lil’ Jon ha rovinato il rap in America?
Metal uhsuauauha.non penso proprio.

11) Pagliaccio di ghiaccio è riferito a una persona in particolare o a tutti quelli che non hanno capito il tuo genio?
Metal Non lo sò. sò solo che appena ho sentito quella base ho pensato : è mia ! Dopo 40 minuti il pezzo era pronto.

12) E’ vero che la tua Panda ha il manubbbrio?
Metal uashaushuashauh…..bhè dire che ha il volante; è più esatto.auhuauashau

13) Che bevanda era quella che hai rovesciato addosso a tuo padre?
Metal Un cocktal di superalcolici con un trip squagliato dentro.

FM Si smacchia?
Metal No, la macchia è indelebile. Se la ritroverà a vita.

14) Il tuo video è stato visto più volte che quello di Paris Hilton. Ti rendi conto che ciò non è normale?
Metal No,non è possibile…..mi state prendendo per il culo.

15) Parlaci di COSA AVETE FATTO A METAL CARTER. Chi ti ha fatto cosa e perchè?
Metal Io non sò cosa mi hanno fatto e nemmeno perchè (infatti il titolo del disco ha il punto interrogativo) ma qualcosa sicuro mi hanno fatto….probabilmente una fattura.

16) Sconsigliaci 3 rapper italiani.
Metal Saprei come rispondere a questa domanda, ma non rispondo per non creare eventuali polemiche.

FM Complimenti per averci risposto.
Ti stimiamo molto!

Metal Grazie a voi. See you…….in hell !


.fridgemag team
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giovedì, 07 giugno 2007

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venerdì, 25 maggio 2007

NUOVO ESCLUSIVO VIDEO DA TRUCEKLAN VIDEO:

PORNO ROCKO      (in  VERSIONE WEB) IN ESCLUSIVA SU

http://www.myspace.com/tetrapornorocko  

 

CUM ON IT !

COLE

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venerdì, 11 maggio 2007

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DITTATURA DEL RAP DISADATTATO